
Durerà tre anni, vedrà impegnati insieme il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e l'Ente energia e ambiente (Enea), che hanno messo al lavoro 59 unità operative comprendenti 13 dipartimenti universitari, 9 centri e istituti del Cnr, 3 divisioni dell'Enea, 7 centri di ricerca pubblici e privati, otto industrie, coordinati da un comitato di gestione formato da esperti dei due enti che hanno firmato un accordo di coordinamento scientifico: è partito con questo schieramento di forze in campo, nell'estate del 1999, il più importante programma di ricerca mai impostato nel nostro Paese sulle emissioni elettromagnetiche.
Il Ministero dell'università e della ricerca scientifica ha approvato il programma predisposto congiuntamente da Enea e Cnr - «Salvaguardia dell'uomo e dell'ambiente dalle emissioni elettromagnetiche» - e ha quindi sbloccato i relativi fondi proprio mentre alla Commissione ambiente del Senato era in corso l'esame della legge quadro sulle emissioni elettromagnetiche.
Il progetto si articola in quattro linee di ricerca: 1) caratterizzazione e modellistica dei campi elettromagnetici e delle sorgenti di campo (Enea); 2) misura dei livelli di campo elettromagnetico nell'ambiente (Cnr); 3) interazione tra sorgenti e soggetti esposti (Enea); 4) tecniche di controllo, protezione e risanamento (Cnr).
La missione affidata alla ricerca: fornire risposte all'esigenza che lo sviluppo produttivo e le applicazioni delle moderne tecnologie avvengano in forma controllata, salvaguardando l'ambiente da possibili forme di inquinamento.
Gli scienziati e i ricercatori che nei prossimi tre anni lavoreranno al progetto Cnr-Enea avranno come scopo i seguenti obiettivi: sviluppo di modelli analitici e numerici delle caratteristiche di impatto ambientale di apparati e sistemi elettromagnetici in esercizio; sviluppo di tecniche sperimentali per la identificazione delle sorgenti e per il monitoraggio dei livelli di campo elettromagnetici; individuazione dei meccanismi di interazione tra campo elettromagnetico e biosistemi; individuazione dei livelli di campo elettromagnetico correlabili a individuati effetti biologici; riduzione dei livelli ambientali di campo e tecniche di protezione; tecniche di progettazione atte a ridurre le emissioni indesiderate (antenne speciali per telefoni cellulari, linee di trazione elettrica).
Il programma di ricerca e, in particolar modo, la linea 3 (interazione tra sorgenti e soggetti esposti) si inseriscono nel quadro internazionale della ricerca sugli effetti dei campi elettromagnetici rilanciata dall'Organizzazione mondiale della sanità, la cui segreteria agevolerà e coordinerà il lavoro dei ricercatori italiani.
In conclusione, questo progetto, sostenuto dalla Comunità europea, è stato concepito per fornire revisioni critiche autorevoli e indipendenti della letteratura scientifica e per identificare e colmare le lacune della conoscenza scientifica in modo da portare a migliori valutazioni del rischio sanitario nel settore dei campi elettromagnetici.