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'Ho visto morire il comunismo' di Renzo Foa

 

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Renzo Foa è stato un lucido osservatore della realtà impegnato nella costante ricerca della verità. Una ricerca che lo ha condotto gradatamente dalla critica – maturata attraverso l'esperienza di corrispondente dai paesi del "comunismo reale" – alla rottura con «l'Unità» e al distacco totale nei confronti del partito e dell'ideologia, fino a quella "traversata nel deserto" che è stata la sua vicenda umana e professionale degli ultimi anni. Ho visto morire il comunismo raccoglie alcuni scritti che segnano le tappe fondamentali del percorso di Foa: le riflessioni sul Vietnam e la Cambogia, dopo gli anni dei grandi reportage in Estremo Oriente, quando la politica estera era divenuta per lui mestiere e passione; gli incontri con Gorbaciov, Dubcˇek, Jaruzelski e Mario Chanes; i ritratti delle sue "cattive compagnie": Patrice Lumumba e Margarete Buber-Neumann, Viktor Kravcˇenko e Arthur Koestler, Ronald Reagan e Karol Wojtyła, personalità molto diverse tra loro ma accomunate dalla ribellione al conformismo e dall'attaccamento alla libertà. Queste pagine di storia, raccontate con una rara onestà intellettuale, ci restituiscono l'essenza della ricerca di Renzo Foa, «un uomo del suo tempo – lo definisce Lucetta Scaraffia nell'introduzione –, uno di quei giovani che hanno creduto che con la politica si potesse risolvere tutto; per questo si può considerare la sua vita come emblematica, attraversata com'è dal dramma delle ideologie del Novecento». 

 

RENZO FOA, ha iniziato la sua carriera giornalistica all'«Unità». Sulle sue pagine ha raccontato da inviato la guerra del Vietnam, la fine di Franco, la tragedia cambogiana e ha analizzato la crisi dei paesi socialisti: dalla Polonia all'Urss, dalla Cecoslovacchia a Cuba. Nel 1990 è diventato direttore dell'«Unità», che ha lasciato nel 1992, dopo una lacerante rottura politica. È stato poi editorialista del «Giorno» e, per molti anni, del «Giornale». Ha condotto trasmissioni radiofoniche e televisive. È stato condirettore di «liberal» bimestrale e, da gennaio 2008, direttore di «liberal» quotidiano. Ha scritto numerosi saggi e libri. Fra questi: Il decennio sprecato (2005), In cattiva compagnia (2007) e, insieme al padre Vittorio, Del disordine e della libertà (1995) e Noi europei (2008). È scomparso nel giugno del 2009.